Orgasmo clitorideo e vaginale, cosa ci dice la storia ;)

In un pomeriggio di chiacchiere con un’amica arriviamo a parlare di orgasmo vaginale e, fra una risata e l’altra, mi rendo conto che ne parliamo come se si parlasse di Dio.  “Io credo esista”.  Il fatto è che il mondo è pieno di donne che non hanno mai provato un orgasmo vaginale, ma povero di donne che ne parli. C’è un forte senso di inadeguatezza fra loro.

Ma perché?  Da dove viene questo senso di inadeguatezza?

Bisogna fare un salto nel tempo e tornare all’epoca vittoriana (1837-1901)

Sessualmente parlando fu un’epoca buia.  L’ottocento viene definito il secolo del controllo medicale della sessualità. Un periodo storico in cui si pensava che l’utero portasse le donne alla follia rendendole quindi inadeguate agli studi superiori. Si pensava che la clitoride rendesse le donne viziose, che le conducesse all’immoralità. Per cui le brave fanciulle non provavano piacere.

Ma le donne ricercavano il piacere (perché sane!) e per non perdere nel loro onore, si rivolgevano al medico, il quale procurava loro l’orgasmo in uno studio attraverso anche per esempio i vibratori, che nacquero proprio per questo; per curare l’isteria (ma qui dovremmo aprire un capitolo a parte…

In questo periodo storico nasce il primo dualismo di cui voglio parlarvi che è proprio il dualismo fra la vagina medicalizzata delle donne per bene e la vagina pornografica delle donne cattive che erano facile bersaglio di violenze e punizioni arrivando anche alla clitoridectomia (praticata se secondo il parere di un medico – uomo – la donna non riusciva a liberarsi dal vizio della masturbazione).

E in questo periodo storico che nacque Freud… TA-DA!

Nacque nel 1856 e quindi proprio nel pieno dell’epoca vittoriana. Un uomo che sicuramente con Tre Saggi sulla Teoria Sessuale smosse moltissimo le acque ma che creò il secondo dualismo di cui vi voglio parlare che è quello che ci interessa, che è il dualismo fra l’orgasmo clitorideo e l’orgasmo vaginale. Dove l’orgasmo clitorideo lo definiva l’orgasmo delle giovani fanciulle e quindi un orgasmo immaturo. E l’orgasmo vaginale era l’orgasmo delle donne adulte e quindi un orgasmo maturo.

Insomma, un orgasmo peggiore e un orgasmo migliore.

Questa presa di posizione fu portata avanti da medici e studiosi fino a metà del Novecento insinuando nelle nostre mamme e nelle nostre nonne non poca insicurezza…. Scrivo nonne e la nostra mente archivia immediatamente la questione come passata… Ma non è passato se ancora parlo con donne che si sentono inadeguate perché attraverso la sola penetrazione non raggiungono l’orgasmo o di uomini che si sentono incapaci, frustrati dal non dare l’orgasmo attraverso la penetrazione.

Donne che si sentono chiedere: “ah, quindi sei solo clitoridea?” E in quel solo c’è un mondo. Un mondo che non dovrebbe esserci e che sicuramente destabilizza.

E la pornografia in tutto questo non ci aiuta perché la maggior parte delle scene vive del binomio penetrazione-orgasmo. (il famoso bottone)

L’orgasmo è uno solo! Poco importa se arriva dalla stimolazione della clitoride esterna, della clitoride interna, dei ricettori sensoriali più profondi. Non è importante. L’importante è stare bene. E se abbiamo voglia di scoprire nuove emozioni, facciamolo! Facciamolo da sole, facciamolo con il nostro compagno o la nostra compagna. Facciamolo coi sex toys che sicuramente sono più confortevoli di quelli dell’epoca vittoriana.

L’importante è comprendere e fare nostro il concetto che non esiste un orgasmo di serie A e uno di serie B; esiste il nostro e va sicuramente bene!

 

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